Niente di personale sulle storie di Papi

Siamo giunti chiaramente al capolinea. La macchina sfruttata dal “Papi” per molti anni, quella della comunicazione, ora gli si è rivoltata contro. Forse in maniera eccessiva. Ma sta di fatto che secondo il mio punto di vista un ragazzino di 73 anni dovrebbe pensare meno alle esigenze dei suoi genitali e più a quelle del paese che governa. Nella sua posizione da superstar, poi, circondato da migliaia di persone e nemici, invitare pagare così tante donne dai facili costumi alle sue festicciole è stata una mossa veramente da poppante. A questo punto mi sembra il minimo perdere la fiducia nella politica e nelle istituzioni.
E che i cagnolini che lo circondano non si sorprendano … facciano qualcosa piuttosto, finché sono in tempo. La storia politica di Silvio sta inesorabilmente volgendo al termine ma lui è l’unico a non essersene accorto. A quando facce nuove? A quando i giovani? Tra l’altro vorrei leggere qualcosa di più interessante sui vari Repubblica, Corriere, Unità circa la politica italiana e non solo storie di prostituzione d’élite. Altrimenti è il caso di emigrare all’estero, anche per informarsi. Seccato e deluso.
In serata, il premier si è recato a Cinisello Balsamo per la chiusura della campagna elettorale del candiadato del Pdl Guido Podestà al ballottaggio per la provincia di Milano, dove è stato contestato da alcuni aderenti ai centri sociali radunati in una piazza vicina. «È inutile che sperate di buttare giù il governo e la maggioranza con trame giudiziarie e attacchi mediatici», ha replicato il Cavaliere. «Siamo la maggioranza e in un Paese democratico la maggioranza governa. Più continuate a fare così, più mi convincete a restare, mi fate pena, mi fate disgusto. Siete oggi come sempre dei poveri comunisti, degli analfabeti della libertà» – Corriere.it
Anche io ti fischio Silvio, eppure non sono comunista!



